Arezzo Il Viadana U16 si laurea campione d’Italia di categoria e conquista il Trofeo Mario Lodigiani al termine di un percorso spettacolare. I giovani leoni sono arrivati alle Final Four di Arezzo e nell’atto conclusivo hanno vinto la partita più importante contro il Livorno 19-10. Già nel primo quarto vanno a marcare in due occasioni, concedendo solamente un calcio dalla piazzola al Livorno (14-3). Con il passare dei minuti i toscani ricuciono lo strappo iniziale dei mantovani con una meta trasformata (10-14). Il caldo, la tensione e l’importanza della gara si fanno sentire, ma ancora l’approccio mentale è vincente e al 15’ del secondo tempo, dopo una lunga pressione del Livorno, la difesa dei ragazzi di coach Boccazzi è compatta e organizzata e al 19’ si inverte il senso con la strenua pressione di Viadana sul suolo toscano: il lancio in touche sui cinque metri è perfetto così come la maule che porta a tre le mete lombarde al 21’, marcatura che mete una serie ipoteca sul titolo. La prima meta è firmata dal terza linea Zerboni che riparte in velocità da un pick and go, legge la situazione di gioco e riparte in grande velocità sul lato più sguarnito di guardie toscane, andando a marcare sotto i pali. Il secondo ruggito porta ancora la griffe di Zerboni che, dopo un grande avanzamento di gruppo, riceve al largo da Moretti e va oltre la linea di gesso. La terza e decisiva meta ce la racconta il tecnico Stefano “Ciano” Boccazzi: «Lancio in touche perfetto e catturato dalle nostre torri: la maule ha meccanismi perfetti e Sogliani ha schiacciato l’ovale in meta. In quel preciso istante non ho più saputo trattenere le lacrime. Un pianto liberatorio, un pianto di autentica felicità, un pianto che è un grazie a questi meravigliosi ragazzi e a uno staff meraviglioso». La voce è ancora rotta tra commozione e felicità e quando gli chiediamo quale sia il suo motivo d’orgoglio più grande, è facile capire quale sia quella cosa che tutti chiamano “identità giallonera”. «C’è stato un momento da giocatore in cui ho sognato di tornare a vestire questa maglia allo Zaffanella, ma non è stato possibile e allora tornarci da allenatore con un’esperienza simile e un risultato di questa portata è difficile da spiegare. Passerò la prossima settimana a cercare un aggettivo che possa raccontare il valore di questa squadra e di questo staff: al momento non mi viene in mente nulla che possa rendere l’idea».
Alessandro Soragna



























