OLTREPO’ – Un territorio che sceglie di darsi una visione comune e gli strumenti per realizzarla: l’assemblea del Consorzio Oltrepò Mantovano approverà il prossimo 8 giugno lo schema di Accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e il Consorzio, quale soggetto capofila dell’Area Interna Oltrepò Mantovano, per l’attuazione della Strategia d’Area “Oltrepò Mantovano smart community: villaggi intelligenti. Sostenibilità, rigenerazione, innovazione. Un territorio con una governance inclusiva per uno sviluppo responsabile e per la coesione sociale”. In sostanza si prosegue in coerenza con la delibera regionale che ha reso disponibili i 14,3 milioni necessari all’attuazione dei progetti. La strategia d’area è il frutto del lavoro congiunto dei venti comuni e della Regione insieme al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, all’Università degli Studi di Pavia e ad Anci Lombardia. L’obiettivo è trasformare l’Oltrepò Mantovano in una comunità intelligente, sostenibile e inclusiva, capace di rispondere allo spopolamento e all’invecchiamento demografico mettendo al centro le persone, la collaborazione tra enti e la valorizzazione delle risorse locali.
«Con questo Accordo l’Oltrepò Mantovano compie un passo importante – afferma il Presidente del Consorzio, Alberto Borsari – Venti Comuni hanno scelto di camminare insieme, mettendo a sistema risorse, competenze e visione. Non parliamo solo di 14 milioni di euro: parliamo della capacità di un territorio di darsi una strategia comune e di governarla. Smart Community significa esattamente questo: una comunità che decide di essere protagonista del proprio futuro». «La forza di questa Strategia sta nella sua concretezza – aggiounge la direttrice del Consorzio, Carmelita Trentini – dal Digital Innovation Hub a sostegno della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e delle imprese, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dalla valorizzazione turistica e culturale fino ai nuovi servizi per la sicurezza e la coesione sociale: ogni intervento risponde a un bisogno reale, emerso dall’ascolto del territorio. Al centro non mettiamo la tecnologia, ma le persone e la loro capacità di collaborare»



























