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I CONSIGLI DEL DR. GIORGIO STROPPA Gengive che sanguinano: un segnale da non sottovalutare

MANTOVA «Le gengive sane non dovrebbero sanguinare. Mai». È da questa semplice affermazione che il dr. Giorgio Stroppa, odontoiatra certificato europeo in Parodontologia e Implantologia e professore invitato presso il Master di Parodontologia e Implantologia dell’Università Internazionale della Catalogna di Barcellona, invita a riflettere su uno dei sintomi più frequenti ma spesso più trascurati della salute orale. Molte persone notano qualche traccia di sangue mentre si lavano i denti e tendono a minimizzare il problema, pensando che sia normale o che dipenda da uno spazzolamento troppo energico. In realtà, nella maggior parte dei casi, il sanguinamento è il primo segnale di un’infiammazione gengivale.

«Il sangue è una sorta di campanello d’allarme che il nostro organismo ci invia. Se compare frequentemente, spontaneamente o addirittura al risveglio, significa che non siamo più davanti a una semplice irritazione e che è opportuno effettuare una visita di controllo », spiega il dr. Stroppa.

La causa più comune è la gengivite, una condizione provocata dall’accumu lo di placca batterica e tartaro lungo il margine gengivale. Quando i batteri rimangono a contatto con la gengiva per lungo tempo, il tessuto si infiamma e diventa più fragile, fino a sanguinare facilmente. Il problema è che la gen givite, se non trattata, può evolvere in parodontite , una malattia cronica che coinvolge non solo le gengive ma anche l’osso che sostiene i denti.

«La parodontite è una delle principali cause di perdita dei denti nell’adulto. Per questo è fondamentale intervenire nelle fasi iniziali, quando il problema è ancora reversibile», sottolinea il professionista. Non mancano le preoccupazioni legate a patologie più gravi. «Molti pazienti ci chiedono se il sanguinamento possa essere legato a malattie importanti. È comprensibile avere questo timore, ma nella grande maggioranza dei casi la causa è locale ed è rappresentata dalla presenza di placca e batteri. Solo raramente il problema è riconducibile ad altre condizioni sistemiche».

Esistono tuttavia alcuni fattori che possono accentuare il fenomeno. Tra questi vi sono gli anticoagulanti e gli antiaggreganti prescritti per la prevenzione cardiovascolare. Questi farmaci non provocano direttamente l’infiammazione, ma possono rendere più evidente il sanguinamento in presenza di gengive già infiammate.

Molte persone cercano di risolvere il problema con rimedi casalinghi come acqua e sale, bicarbonato o altri risciacqui. Soluzioni che possono dare un beneficio momentaneo ma che non eliminano la vera causa dell’infiammazione. «Il problema non è il sangue in sé, ma ciò che lo provoca. Finché placca e tartaro rimangono sotto la gengiva, il processo infiammatorio continua. Per questo nessun rimedio domestico può sostituire una corretta diagnosi e una terapia professionale».

Un altro errore frequente è smettere di spazzolare la zona che sanguina per paura di peggiorare la situazione. In realtà accade l’opposto: la placca aumenta e l’infiammazione tende ad aggravarsi. «Il sanguinamento non deve essere ignorato né nascosto. Deve essere interpretato come un segnale che ci invita a prenderci cura della nostra salute orale. Nella maggior parte dei casi, intervenendo tempestivamente, è possibile risolvere il problema e preservare nel tempo i propri denti». Per questo motivo il consiglio del dr.  Giorgio Stroppa è semplice: «Se le gengive sanguinano con frequenza, non ignorate il problema e non aspettate che passi da solo. Una visita di controllo permette di individuare la causa del sanguinamento e intervenire precocemente, preservando nel tempo la salute delle gengive, dell’osso e dei denti».

Informazione sanitaria ai sensi delle leggi n. 248 (04/08/2006) e n. 145 (30/12/2018). Direttore Sanitario dott. Giorgio Stroppa. Odontoiatra. Iscrizione Albo degli Odontoiatri di Mantova n. 429. info@mantuadental. com