Perizia sull’assassino: il consulente prende tempo

Il tribunale ha concesso ieri una proroga al proprio perito per ulteriori esami su Nicola Vignali

MANTOVA Il consulente tecnico nominato dal tribunale di Mantova ha chiesto una proroga che è stata concessa ieri dal gip: è così slittato alle prossime settimane il deposito della perizia su  Nicola Vignali il 37enne arrestato per l’omicidio del padre  Paolo Vignali, 62 anni, ucciso nella sua abitazione di piazza Virgiliana la sera dello scorso primo ottobre. Il dottor Stefano Fontana, il consulente nominato lo scorso novembre in sede di incidente probatorio dal gip Gilberto Casari, è chiamato ad eseguire una perizia psichiatrica sul 37enne per stabilire se la sera del delitto era in grado di intendere e volere e se è quindi processabile. Oltre al dottor Fontana anche le altre parti hanno nominato dei propri periti di parte. Si tratta di due psichiatri, entrambi veronesi: Pietro Lucarini, nominato dall’avvocato Maddalena Biffi, difensore di Nicola Vignali insieme alla collega  Paola Montresor, e Carlo Andrea Robotti, nominato dall’avvocato Gaetano Alaia che assiste in questo procedimento la moglie e la figlia della vittima, nonché madre e sorella del 37enne. La tragedia si era consumata al culmine di una lite tra padre e figlio. Nicola Vignali aveva colpito il padre con una coltellata e lo aveva poi finito dandogli in testa una statua con piedistallo di marmo. Dopo una notte in fuga si era costituito al posto di Polizia dell’ospedale Borgo Trento di Verona. Attualmente è in carcere a Belluno.

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