Pro-Gest ammette le sue puzze ma non scioglie i dubbi

MANTOVA –  La Cartiera, puzza. E non si volta dall’altra parte: la dirigenza asserisce e se ne assume la responsabilità. Ma il futuro è ermetico. La cartiera, si sa, ha avviato plurimi contatti per la cessione. Ad oggi la produzione è in ferma e i 75 dipendenti si trovano rinnovata la cassa integrazione fino ad esaurimento della quota disponibile dell’ammortizzatore sociale. Tutti elementi che potrebbero vanificare l’esito della istruttoria sottoscritta dalla stessa azienda.
Anche il Comune vede una navigazione a vista: «Non c’è stato alcun passaggio formale che parla di compravendita – asserisce l’assessore all’ambiente Andrea Murari, a domanda diretta –: la proprietà della cartiera in questo momento, effettiva, indubitabile, si è assunta un onere e un impegno: chi vivrà vedrà. Anche una futura proprietà ci aspettiamo voglia lavorare nel pieno rispetto dei cittadini che ci abitano a fianco».
I nasi elettronici da buoni segugi robotici hanno certificato e oggettivato quello che tutti i cittadini di Cittadella e Colle Aperto già sapevano e rumoreggiavano da anni. I risultati, sono stati presentati da Laura Capelli del laboratorio olfattometrico del Politecnico di Milano. Il “naso” è uno strumento progettato per simulare l’olfatto umano, che caratterizza una miscela odorigena nella sua totalità: fornisce la sua impronta olfattiva. Due i luoghi di posizionamento dei nasi: la scuola Pacchioni di Cittadella e il quartiere Colle Aperto.
«Il monitoraggio è durato dal 26 giugno fino e al 4 ottobre dell’anno scorso – spiega la Capelli – e la conclusione è chiara: abbiamo individuato la Caritera Pro-Gest come responsabile delle puzze. Lo studio aiuta anche a capire dove andare a concentrare attenzione e interventi: sono stati elaborati oltre una sessantina di fonti odorifiche (dove il depuratore è la maggiore causa) e gli odori sono stati percepiti di più a Cittadella (15% del tempo di installazione, al di sopra della soglia del 10%, presa come soglia limite) rispetto a Colle Aperto».
«A fronte di questi risultati la Cartiera prende atto e si rivolge ai soggetti del tavolo (Comune, Politecnico e Provincia) per approfondire ulteriormente la questione: fa una proposta operativa e tecnica per risolvere il problema». Sottoscrive un accordo tra le parti e si impegna a sottoscrivere un contratto di ricerca con il Politecnico per risolvere il problema ma, cosa unica, l’azienda, oltre a pagare il monitoraggio, decide di mettere a disposizione del pubblico, con una frequenza periodica definita, i risultati con la massima trasparenza.
Il nuovo accordo, importante anche dal punto di vista economico, si svilupperà e porterà il tracciamento a tappeto delle fonti di odore (da parte del Politecnico) per capire come mettere in atto la mitigazione delle emissioni e la riduzione degli impatti, oltre che mettere in piedi un nuovo sistema di monitoraggio e prevenzione.