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Eleonora Buratto infiamma il palco di Baden

BADEN BADEN È stato un alzarsi di sipario memorabile, tra debutti e addii, quello consumatosi nelle scorse settimane al Festival di Pasqua di Baden Baden. Dal prossimo anno, i Berliner Philarmoniker non continueranno il felice ciclo di collaborazione con uno dei teatri più prestigiosi d’Europa, e lo stesso Festival ì promette rinnovamenti nelle partnership. Ma ora è il presente a contare, e il presente ha la luce magnifica di una Butterfly che, nelle due recite dell’12 e del 15 aprile scorsi, ha letteralmente infiammato l’uditorio, sancendo il trionfo di Eleonora Buratto nel ruolo eponimo, con una prova vocale e scenica che una volta di più sottolinea, per il soprano di Sustinente, la caratura di artista di prima grandezza giunta nel pieno della sua maturità di interprete. Una prima volta, per lei, sul prestigioso palco tedesco e, al tempo stesso un ritorno, nei panni tragici di Cio Cio San, dopo il grande successo riscosso al Metropolitan di New York. Questa volta, al suo fianco, a spiccare erano il seducente Pinkerton di uno smagliante Jo nathan Tetelman, di casa a Baden Baden, e l’intensa Suzuki di Teresa Iervolino. A completare il cast, Aksel Daveyan nei panni del principe Yamadori, Ta s s i s Christoyannis in quelli di Sharpless e Giorgi Chelidze nel ruolo dello zio Bonzo. Parlava italiano anche la regia, affidata a Davide Livermore e al suo team costituito da Giò Forma per la scenografia e D-Wok perle immagini animate rimandate dai LED-Wall del fondale. A loro si aggiungevano le eleganti firme della costumista Mariana Fracasso e di Fiammetta Baldiserri alle luci. Ma a conferire a questa Butterfly l’epos del grande racconto tragico, con sciabolate di grondante materia sonora, era la buca, con il grande Kirill Petrenko alla guida dei suoi Berliner. Per il direttore russo naturalizzato tedesco, la sua prima opera italiana con la compagine di cui, dal 2019, è bacchetta principale. Sul sito del teatro (https://www.festspielhaus.de/en/events/mada ma-butterfly/) sono presenti assaggi dei momenti salientidell’opera: l’immancabile “Un bel dì vedremo”, che Buratto cesella facendone un’intima, straziante preghiera affidata all’orizzonte, e l’altrettanto famoso “Addio, fiorito asil”, affidato ad un Pinkerton in preda ai rimorsi. Bastano quei pochi minuti per essere assaliti dal rimpianto di aver mancato a tanta bellezza. Ma non tutto è perduto: il prossimo 27 aprile, alle ore 19, questa Butterfly dei miracoli approderà alla Philarmonie di Berlino, nella casa dell’or chestra, per una recita questa volta in forma di concerto. Chi volesse, potrà godersela da casa, accedendo alla piattaforma https://www.digitalconcerthall.com. Non sarà certo come essere nella sala costruita a forma di diamante, ma quasi. La voce di Eleonora Buratto e la sgargiante tela dei Berliner accesa dal demiurgo Petrenko assicurano due ore di pathos, sogni e commozione. Replica lunedì 28 aprile, alle ore 13. Elide Bergamasch