Calcio – La Serie D insiste: “Battiamo il Covid-19 e portiamo a termine il campionato”

MANTOVA Correva il 16 febbraio e nessuno, al fischio finale di Franciacorta-Mantova, poteva immaginarsi che da lì a un mese non avrebbe più visto in azione  Altinier e compagni. Allora c’era solo rabbia per la prima sconfitta stagionale. E, ovviamente, voglia di rivincita. Poi il rinvio del match col Fanfulla, di quelli con Crema e Mezzolara, fino alla sospensione totale del campionato e di ogni attività sportiva nei giorni successivi. Con oggi, dunque, sono 31 giorni dall’ultima partita del Mantova. L’equivalente di un mese pieno. Da quel 16 febbraio i biancorossi si sono allenati altre tre settimane: una per preparare la gara col Fanfulla (rinviata), una in esilio a Nogarole Rocca, e l’ultima a Mantova a porte chiuse. Poi stop anche agli allenamenti e tutti a casa in sicurezza. Non è riuscito ad evitare il contagio il dottor  Ballardini, che si sta curando a casa. I giocatori e il resto dello staff, invece, stanno bene.
Nel frattempo, di fronte all’aggravarsi di un’epidemia trasformatasi in pandemia, l’aspetto sportivo è comprensibilmente passato in secondo piano. Eppure, il dibattito su cosa sarà della stagione bruscamente interrotta prosegue. Ieri la Uefa ha ufficializzato l’inevitabile rinvio degli Europei al 2021. Il che può essere interpretato come l’ennesimo, chiaro segnale della volontà di riprendere e concludere i campionati. Vale per la Serie A, in primis. Ma pure per le categorie inferiori, almeno fino alla D. Anche l’ultimo intervento di  Luigi Barbiero, coordinatore della D, va in questa direzione: «A oggi – ha dichiarato ai microfoni di  Tv Prato – l’attività è sospesa fino al 3 aprile. Saremmo pronti e orgogliosi di riprenderla e concludere l’annata perché innanzitutto vorrebbe dire aver, se non sconfitto, almeno limitato questo virus che sta mettendo tutti in ginocchio; e secondariamente perché potremmo così avere delle classifiche che avrebbero il conforto del campo. Lo ha detto il presidente federale  Gravina: la stagione va terminata, se ci saranno criticità e i tempi fossero stretti, valuteremo la possibilità di sforare la data limite del 30 giugno».
Prima delle partite, tuttavia, bisognerà riprendere ad allenarsi. E, su questo versante, ha preso posizione ieri la Federazione Medico Sportiva Italiana, che ha raccomandato alle società dilettantistiche “l’interruzione degli allenamenti collettivi fino a nuove indicazioni” e al Settore giovanile scolastico “fino al 30 giugno”. Insomma, se da un lato si registra la ferma volontà di riprendere i campionati da dove si erano interrotti, dall’altro il panorama è ancora troppo fluido per qualsiasi programmazione. «Il vero campionato – chiosa il vicepresidente del Mantova  Gianluca Pecchini – è diventato un altro: battere il Coronavirus e vincere questa sfida. Quando sarà il momento, il calcio, con la sua impronta popolare, saprà imporsi come segnale di rinascita dell’intero Paese. Per questo il Mantova è convinto sia giusto ripartire e portare a termine la stagione: lo sport che ricomincia per certificare la vittoria sul male». Attendiamo speranzosi.

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