VIADANA Non riesce a trasformare in gloria il proprio dominio stagionale il Viadana, ancora una volta sconfitto sul più bello. La finale persa contro Rovigo – la seconda consecutiva dopo quella dell’anno scorso con Padova – ha lasciato strascichi pesanti in casa giallonera, dove si fa i conti con la delusione ma anche con la necessità di guardare avanti. A prendere la parola è il presidente Giulio Arletti, che a caldo non aveva nascosto l’amarezza per l’occasione sprecata: «Evidentemente le finali non fanno per noi – ha detto -. Ma se in una partita giochi solo un tempo, non puoi pretendere di portare a casa il risultato. E questo vale ancora di più se la posta in palio è lo scudetto».
Nel day after, però, il numero uno del club evita reazioni impulsive e predica equilibrio: «Ora è presto per prendere decisioni – dice – lo faremo con calma, valutando tutto in modo ponderato. A Viadana la parola d’ordine è una sola: meritocrazia. È l’unica cosa che conta davvero». Nel frattempo, non si placano le polemiche che sui social hanno riacceso la vecchia discussione sulla presenza di numerosi italo-argentini nel roster giallonero. Arletti risponde con decisione: «Sono critiche che arrivano da chi prova solo invidia verso chi investe sulle strutture, va a cercare e cresce i giocatori, senza pescare direttamente dai club concorrenti. Il nostro progetto è limpido, e non ha mai violato alcuna regola». Ora l’attenzione si sposta sul confronto interno tra società e staff tecnico. Il general manager Gamboa ha definito questa squadra “la più forte di sempre, ma ancora inesperta quando conta davvero”, mentre coach Pavan ha ammesso che dovrà riflettere sul proprio futuro. A un anno di distanza, la stessa amarezza: un gruppo capace di dominare la regular season, ma incapace di compiere l’ultimo passo. La società però non si smarrisce: le decisioni arriveranno, senza isterismi, ma con la consapevolezza che, per restare al vertice, serve visione, metodo e… tanto coraggio.




































