Home Cronaca Seicento firme per eliminare i treni della liena Mantova-Monselice dal Te

Seicento firme per eliminare i treni della liena Mantova-Monselice dal Te

MANTOVA- “Mantova : la città ideale che non esiste” è il proclama di due associazioni, Italia Nostra – sezione di Mantova, e Mantovani nel mondo. Due sodalizî che guardano con grande diffidenza al sottopasso di Porta Cerese, il quale pone due temi essenziali ma temibilmente esiziali per la città: la risoluzione di un problema viabilistico all’accesso Sud del capoluogo, ma per converso il moltiplicarsi della circolazione ferroviaria merci sulla tratta Mantova-Monselice: ad oggi quantificata in una trentina di convogli al giorno, ma in proiezione altrettanti o più.
E chi ne patisce? principalmente la storicità di Palazzo Te, che vede a pochi metri dalla “Sala dei Giganti” il moltiplicato traffico ferroviario, ma anche gli abitati che costeggiano quei binari, che potrebbero essere esposti a un pericoloso “effetto Viareggio” di triste memoria.
Da qui la sottoscrizione iniziata su varî canali social, che in pochi giorni hanno raccolto 568 sostenitori, in aumento di ora in ora, con oltre 18mila visualizzazioni. Una raccolta firme cui, fra altri, hanno aderito l’ ex sindaco di Mantova Gianfranco Burchiellaro, o l’ex assessore comunale architetto Giampaolo Benedini, o l’ex presidente dell’Apt architetto Ernesto Scattolini e anche Graziano Mangoni già presidente del Centro internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te. Tutti concordi nel definire “pericolosa” la scelta di Rete ferroviaria italiana (Rfi) di potenziale con costi enormi la tratta prevalentemente “merci” per Monselice, al punto da finanziare il sottopasso di Porta Cerese con circa 40 milioni.
L’alternativa? Per i promotori della petizione sarebbe bastato spostare il “capolinea” delle merci a Frassino, come pure aveva proposto Benedini quando sedeva in via Roma in giunta col centrodestra.
Il documento oggetto della raccolta firme è stato inviato, oltre che alle istituzioni locali e al prefetto Roberto Bolognesi, anche ai vertici regionali competenti, vale a dire agli assessori Romano La Russa, Francesca Caruso, Franco Lucente e Guido Bertolaso.
Davide Mattellini