Rodigo, l’impianto di biometano incassa il no di Terra Nostra

RODIGO – Impianto di produzione di biometano a Rodigo, c’è chi dice no. Nel corso dell’assemblea pubblica promossa dal Comune e svoltasi nel salone di Villa Balestra la scorsa settimana non sono state dissipati in una parte dei presenti i dubbi, i timori e le perplessità relative ai rischi d’inquinamento ambientale derivanti dall’investimento in programma. I dati e le riflessioni proposte dai tecnici di Legambiente e di Femo Gas, azienda titolare progetto in questione, lasciano spazio ai timori espressi da coloro che fanno parte dei comitati contrari all’opera. Tra questi anche l’associazione Terre Nostre che da subito hanno considerato l’incontro avvenuto con i cittadini fuori tempo massimo. Inoltre ritengono che il procedimento di autorizzazione del progetto è stato tenuto sotto la cenere da 2 anni. «Al tavolo – spiega Mariagrazia Bonfante, referente dell’associazione Terre Nostre – all’unisono si sono espressi pro impianto Femo Gas Spa, azienda proponente, Legambiente Lombardia, nelle persone del responsabile scientifico della Lombardia, e del presidente regionale del Veneto ed il sindaco di Rodigo. Il presidente di Legambiente Lombardia – prosegue – ha chiosato: “i biogas non risolvono il problema dell’azoto”. Siamo alla scoperta dell’acqua calda anche se nel frattempo ha fruttato milioni di incentivi pubblici dal 2010 ad oggi. Risorse economiche buttate nelle mani di chi ha voluto gli impianti, null’altro che centinaia di cattedrali di ferro nelle campagne, inquinamento, traffico, sversamento, sottrazione di terra e cibo e fallimenti. Poi, non sono stati rari i sequestri avvenuti ed i traffici illeciti di rifiuti. Cattedrali che si possono equiparare al nuovo bluff chiamato biometano. Inganno – ribadisce Bonfante – in primis per gli agricoltori, provocando prezzi degli affitti della terra alle stelle, enormi utili dei Consorzi Agrari che sfornano misceloni per alimentare gli allevamenti al posto del foraggio buttato nei digestori. A questo punto, quindi prima i reflui. E i cittadini, quando? Parlando dell’impianto – afferma l’esponente di Terre Nostre – questo ha impatti nefasti in quanto si tratta di un mostro da 182 mila tonnellate, più silos di Gnl, più stoccaggio CO2, posizionato in un quadrilatero in cui sono collocati azienda metallurgica, azienda chimica, industria alimentare, impianto e stoccaggio rifiuti, distributore di benzina. Il caso dell’incendio Eni a Roma non si cita. Case a poche decine di metri. A Rodigo comunque i cittadini di sicuro ce la metteranno tutta! E noi saremo al loro fianco”.