Nunzia, morta quella notte che nessuno ricorda

MANTOVA  Nessuno si era accorto di niente fino a quando la loro amica non era stramazzata al suolo in preda a delle convulsioni; la morte era sopraggiunta dopo una breve agonia. Una linea ribadita all’udienza di ieri del processo che vede imputata Anna Mastrochicco, 48enne di Guastalla per l’accusa di morta come conseguenza di un altro reato. La morte è quella di Nunzia Colurciello, 24enne napoletana, ex barista alla Luma di Pietole, residente a Mantova, stroncata da un’overdose di stupefacenti all’alba del 20 ottobre 2018 dopo una notte in discoteca. In aula ieri, accompagnato dai carabinieri perché aveva già dato buca un paio di volte al giudice, è stato sentito come ultimo testimone dell’accusa, Alessandro Colombini, 44enne di Castel d’Ario, che per questa stessa vicenda ha già patteggiato 3 anni e mezzo di reclusione. La sua è stata una testimonianza garantita con la presenza di un avvocato, trattandosi di persona imputata per la stessa vicenda. Il 44enne ha detto di non ricordare nulla di quella notte, ma di essere sicuro di non avere ceduto droga alla 24enne. Anzi, il 44enne si è poi ricordato di un frangente in cui la vittima avrebbe saldato con una dose di cocaina un piccolo debito che aveva con un altro ragazzo della stessa compagnia. Infine ha confermato le dichiarazioni che aveva reso all’epoca, dove diceva che gli era sembrato che l’imputata avesse dato alla 24enne della metanfetamina che era in una bottiglietta d’acqua. Anna Mastrochicco, unica imputata di questo processo, si è poi sottoposta ad esame. La 48enne ha respinto tutte le accuse che le vengono addebitate, dicendo che quella notte la 24enne era capitata a casa sua solo perché doveva recuperare la sua auto per poi andarsene con altri suoi amici. Poco prima di essere colta da malore Nunzia Colurciello era iperattiva: si era messa un paio di auricolari e stava ballando nell’ingresso dell’appartamento della Mastrochicco quando si era improvvisamente accasciata sul pavimento. La 48enne aveva chiamato subito il 118 e i soccorritori erano arrivati sul posto nel giro di pochissimi minuti, ma per la 24enne non c’era più nulla da fare. Stroncata, stando all’autopsia, da un mix di alcol e stupefacenti, che nessuno le avrebbe venduto e che nessuno l’avrebbe vista acquistare. A novembre la discussione del processo.