MANTOVA Tra le accuse più pesanti nel processo che vede imputata un’insegnante, c’è una frase che la stessa avrebbe scritto alla lavagna: “quando sento M. piagnucolare mi vengono i brividi perché sembra mio figlio quando aveva 4 anni”. Su questa frase gli studenti della classe di terza media in cui la donna insegnava doveva fare l’analisi logia; tutti gli studenti, compreso” M”, quello che piagnucolava. L’imputata, oggi 60enne, insegnava italiano in una scuola media dell’hinterland all’epoca dei fatti, che risalgono all’anno scolastico 2021-2022, quando avrebbe perseverato in condotte educative non violente, ma di fatto ritenute dalla pubblica accusa coercitive e umilianti, ai danni di uno studente di terza media con sindrome di Asperger, una particolare forma di autismo caratterizzata da ridotte capacità comunicative e di socializzazione. L’indagine che ha portato al processo è partita dalla querela presentata dai genitori del giovane, costituitisi parte civile con l’avvocato Katia Cipriani. Ieri è stata sentita a lungo la dottoressa Laura Delfino, psicologa citata come teste qualificato dalla parte civile, che ha seguito il giovane già quando era valle medie. La testimone, rispondendo alle domande dell’avvocato Viviana Torreggiani, difensore della 60enne insieme all’avvocato Marina Alberti, ha spiegato il disagio che il ragazzino ha dovuto affrontare con questa insegnante davanti ai suoi compagni di classe. «Stimava molto questa insegnante – ha detto la psicologa – e soffriva che lei non fosse soddisfatta del suo rendimento». Rendimento che è invece molto migliorato alle superiori (attualmente il giovane frequenta la classe quarta) come ha riferito la sua attuale insegnante di sostegno. Quanto emerso ieri in udienza ha infine spinto il giudice Edoardo Zantedeschi, subentrato a Silvia Siniscalchi, a disporre per la prossima udienza fissata il 25 novembre, l’audizione protetta come testimoni di due ex compagni di classe del ragazzo, citati da accusa e parte civile, cui ha aggiunto altri due ex compagni di classe citati dalla difesa. A seguire sarà sentito un consulente della difesa e quindi l’esame dell’imputata, ieri presente in aula.





































