STRADELLA (San Giorgio Bigarello) – Hanno agito senza remore, e con una violenza inaudita oltreché insensata. Un gesto a dir poco raccapricciante quello compiuto dai vandali ai danni della piccola chiesetta di via Castiona, posta sullo stradello di campagna in località Stradella. La scoperta da parte di alcuni passanti, poi rimbalzata sui social dove sono fioccati comprensibili commenti di sdegno e di rabbia, non solo tra gli abitanti di San Giorgio Bigarello ma anche da cittadini di ogni parte della provincia. La banda di malfattori ha infierito contro un “luogo del cuore” simbolo di devozione, segnalato anche nei percorsi turistici della sinistra Mincio. Oltre a danneggiare arredi e vandalizzare oggetti e centrini, questi individui privi di scrupoli sono persino arrivati a decapitare la statua della Madonna. Il gesto qualifica ampiamente chi l’ha partorito: gente senza cuore e con la desolazione dell’anima. «Episodi di questo genere, nell’onda di una violenza che sta prendendo il sopravvento un po’ ovunque, lasciano in tutti una profonda amarezza ma anche una tangibile preoccupazione – commenta con rammarico don Massimo Mattioli -. Fa male vedere un tale accanimento nei confronti di una cappella votiva o, per allargare, il campo, giovani che aggrediscono con ferocia un loro coetaneo per rubargli dei soldi. Credo che a livello collettivo vi sia bisogno di non considerarli con superficialità, perché si rischia di catalogarli nella normalità. Innegabilmente si percepisce in tanti giovani un sentimento di rabbia crescente, ecco perché è necessario recuperare valori come il rispetto e l’educazione». Un episodio simile – peraltro documentato dal nostro giornale – si era verificato tempo addietro anche a Pradelle di Gazzo Veronese, quando una baby gang di ragazzini era stata sorpresa ad estrarre una Madonnina dall’edicola in vetro che la ospitava da oltre 40 anni. La statua fu poi mozzata e gettata sugli scalini del tempietto, suscitando l’indignazione generale. Per non parlare di quanto si verificò a Roncoferraro nella notte tra San Silvestro e Capodanno: un gruppetto di giovani si accanì contro il presepe allestito a fianco della chiesa di San Giovanni Battista, ma la cosa la cosa più annichilente fu vedere la culla di Gesù Bambino “infilzata” su uno spuntone di ferro.
Matteo Vincenzi







































