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“Il piacere di raccontare una storia con la musica”, Arlecchino d’Oro a Damiano Michieletto

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Mantova Arlecchino d’Oro 2025 a un artista che ha scelto la regia dell’opera lirica come vocazione. Rinnovandola e portando in scena un punto di vista sempre incisivo. Che si concentra sulle caratteristiche dei personaggi o sul risvolto contemporaneo della vicenda: il riconoscimento attribuito dal 1999 da Fondazione “Artioli” a chi sappia promuovere la cultura a livello internazionale è stato consegnato ieri a Damiano Michieletto (foto in alto) . Per l’occasione il Teatro Sociale ha ospitato “Il Barbiere di Siviglia”, opera musicata da Gioachino Rossini. Regia e scene sono curate da Michieletto. Che porta sul palco il melodramma buffo ponendo in evidenza la derivazione della storia dalla Commedia dell’Arte. Portando alla ribalta i personaggi. In un allestimento essenziale, ispirato al suo primo spettacolo (del 2003). Nel quale spicca il lato umano dei caratteri, restituito attraverso i giovani interpreti del cast e il gioco delle maschere. I protagonisti sono descritti anche attraverso i costumi, che rimandano al mondo animale. Così Figaro – che aiuta gli innamorati Rosina e Conte d’Almaviva – appare come un gatto, astuto e in grado di superare con abilità le situazioni più complicate.
Gli interpreti accompagnano così il pubblico in una sorta di viaggio. Come in un film. E il primo lungometraggio di Damiano Michieletto, in questo periodo in uscita nelle sale, è cosa differente dall’opera lirica, ma mossa dalla medesima ispirazione. “Primavera” è il film con Tecla Insolia e Michele Riondino nel quale si narra dell’incontro tra una studentessa e il maestro Vivaldi, compositore febbrile e per certi aspetti dalla vita sfortunata. Morto in povertà e dimenticato per due secoli. Fino a quando i suoi spartiti non sono stati ritrovati in un archivio.
Il percorso creativo di Michieletto nasce dalla stessa passione, dal “piacere di raccontare una storia con la musica”, come spiega il regista stesso. Che ha iniziato la sua carriera con spettacoli per bambini. Nei quali era presente l’elemento musicale. Scoprendo poi quanto vitale e coinvolgente potesse essere l’opera lirica. In grado di toccare le corde più intime di chi abbia il privilegio di ascoltarla. A consegnare il premio sono intervenuti il vicesindaco Giovanni Buvoli, la presidente di Fondazione “Umberto Artioli” Federica Restani, il direttore artistico Raffaele Latagliata, il presidente del Teatro Sociale Paolo Protti.