GOITO Aperta dopo una lunga attesa, anche la rinnovata scuola elementare di Goito finisce nel mirino delle critiche del gruppo politico Insieme per Goito, tutt’altro che lieto di festeggiare il traguardo raggiunto.
«L’inaugurazione della sola scuola primaria, celebrata in pompa magna dall’amministrazione comunale, non è che il velo sottile steso sopra una gestione fallimentare, che consegna alla cittadinanza un’opera già concettualmente superata a fronte di un sacrificio economico sproporzionato – dichiarano dal centrodestra – Dopo quattro anni di esilio nei container, il ritorno a scuola avviene in un edificio che ricalca schemi distributivi di un passato remoto: una struttura rigida, priva di aule flessibili, che ignora le più elementari evoluzioni della didattica contemporanea. Aver investito cifre iperboliche per un’impostazione spaziale già vecchia è il primo, imperdonabile paradosso di questa operazione».
Secondo il gruppo, il danno economico è ingente, dato quanto si era stabilito: «Il progetto originario prevedeva la riqualificazione dell’intero polo (elementari, medie e palestra) per circa 3,8 milioni di euro, di cui 3,1 milioni coperti da fondi Pnrr e 900mila a carico dell’ente per le spese non finanziate dal bando (con iva). Oggi la spesa complessiva è lievitata a 6 milioni e 34mila euro, ma con un risultato dimezzato – sottolineano – Le medie sono state ufficiosamente stralciate e la palestra rimane un cantiere aperto, con l’incognita del termine del 30 giugno per non perdere i finanziamenti. La spesa stimata per le sole elementari e la palestra ammonta oggi a circa 4,5 milioni di euro».
Il quadro complessivo, a detta del centrodestra, è impietoso: «Per consegnare poco più della metà di quanto promesso, la spesa è raddoppiata, ma l’esborso dalle casse comunali è addirittura quadruplicato. L’impegno di liquidità propria del Comune è passato dai 900mila euro preventivati per l’intero plesso a circa 2 milioni e 371mila euro per due edifici – sostengono – Si tratta di un’emorragia di risorse pubbliche che non tiene nemmeno conto dei probabili costi extra per la biblioteca, che sembra essere stata danneggiata durante i lavori, e delle incognite che ancora gravano sui cantieri aperti».
Da qui la loro conclusione: «Abbiamo davanti scelte approssimative e prive di logica che hanno caratterizzato buona parte degli ultimi 8 anni dell’amministrazione del sindaco Chiaventi e del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Boccola. Resta il rammarico per quanto si sarebbe potuto fare per il sociale, l’inclusione, l’assistenza e il contenimento delle tariffe con le ingenti risorse che sono state invece disperse – chiosano – Nonostante la solidità finanziaria del Comune non sia in discussione, resta la certezza di un’occasione sprecata: si è pagato un prezzo d’avanguardia per un progetto figlio di una visione edilizia superata, dimostrando che si doveva, e si poteva, fare infinitamente meglio».




































