SAN MARTINO DALL’ARGINE – Turni massacranti di dodici ore consecutive, uscite di sicurezza sbarrate, rischio incendio elevatissimo e dormitori abusivi ricavati con il compensato sopra i macchinari. Il tutto per una paga da fame: appena 3 euro a pacco confezionato, che si traducevano in una miseria di massimo 9 euro per un’intera notte di fatica. 

È il bilancio shock dell’operazione condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, insieme ai militari della Compagnia di Viadana, che ha portato al sequestro e alla sospensione di un laboratorio di confezionamento nella zona industriale di San Martino dall’Argine. Il titolare, un cittadino cinese di 50 anni residente a Viadana, è stato denunciato alla Procura della Repubblica con la gravissima accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, noto come caporalato.
La doppia vita del capannone e il blitz nella notte
L’azienda, che operava con un regolare contratto di appalto per conto di una nota realtà imprenditoriale della provincia di Mantova, manteneva una facciata di totale legalità durante il giorno, impiegando personale regolarmente assunto. La vera attività, tuttavia, iniziava alle ore 16:00 e proseguiva ininterrottamente fino alle 04:00 del mattino successivo. In questa fascia oraria, al riparo da sguardi indiscreti, scattava il turno “occulto” che vedeva impiegati tra i 10 e i 15 operai invisibili.
Il blitz dei Carabinieri è scattato in orario serale. I titolari, per evitare controlli, avevano preventivamente sbarrato porte e finestre. All’arrivo delle forze dell’ordine, i responsabili hanno azionato un sistema di allarme interno per spingere i lavoratori alla fuga nei campi circostanti. Video nil san martino
La fuga nei campi e il ferimento
Nel caos generale, dieci cittadini extracomunitari hanno tentato di scavalcare la recinzione esterna del capannone per disperdersi nel buio delle campagne. Sette di loro sono stati immediatamente bloccati dai Carabinieri, mentre gli altri sono riusciti a fare perdere le proprie tracce. Durante la concitazione del momento, uno dei lavoratori è caduto rovinosamente dalla recinzione, riportando la frattura di un braccio. 

I successivi accertamenti hanno confermato che tutti i presenti lavoravano completamente in nero; quattro di loro sono risultati inoltre privi di un regolare permesso di soggiorno.
Trappola antincendio e letti di compensato
Il successivo sopralluogo dei militari ha portato alla luce uno scenario di assoluto degrado e pericolo per la sicurezza dei lavoratori:
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- Nessuna autorizzazione: L’azienda non aveva mai presentato la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive.
- Rischio rogo: Mancava la SCIA Antincendio presso il Comando dei Vigili del Fuoco. La superficie era stipata di scatoloni e materiale altamente infiammabile, mentre la maggior parte delle uscite di emergenza era bloccata o priva di manutenzione.
- Dormitori abusivi: All’interno del capannone erano stati realizzati due soppalchi non a norma. Qui erano state ricavate delle micro-camerette per gli operai, separate solo da fogli di compensato legati con il filo di ferro.
Sfruttamento estremo: 9 euro al giorno
Le verifiche giuslavoristiche hanno svelato condizioni di sfruttamento in totale contrasto con la legge e i Contratti Collettivi Nazionali. Gli operai venivano pagati esclusivamente “a cottimo”: 3 euro per ogni pacco riempito. Un sistema che, a fronte di 12 ore di lavoro continuo (di cui 6 notturne), permetteva loro di guadagnare al massimo 9 euro per l’intero turno.
Maxi multa e chiusura
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno disposto l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale per le gravissime violazioni in materia di sicurezza e per l’alto tasso di lavoro nero. Al titolare sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per un valore complessivo superiore agli 80.000 euro, la metà dei quali legata unicamente all’impiego del personale non registrato. Le indagini dei Carabinieri proseguono per accertare ulteriori responsabilità.


























