Sgarbi show agli Istituti Santa Paola

MANTOVA  In occasione del nuovo anno accademico l’istituto tecnico del restauro Santa Paola ha avuto come ospite d’eccezione il celeberrimo storico dell’arte Vittorio Sgarbi che ieri mattina ha tenuto una coinvolgente “lezione” riguardante la cura dei beni culturali e la figura del restauratore per la quale ha chiesto l’istituzione di un albo professionale. Sgarbi è anche tornato sull’argomento Domus romana di piazza Sordello, da abbattere, «ma non con denaro pubblico» ha risposto dalla platea il sindaco  Mattia Palazzi. La lezione è stata introdotta dal preside Riccardo Furgoni che ha presentato le attività e gli obbiettivi offerti dall’istituto. «Il bilancio delle performance degli studenti è positivo e i risultati didattici sono statti ottimi – ha commentato Furgoni -. L’istituto ha avuto una grande rilevanza anche a livello economico nell’ambiente mantovano visti i diversi cantieri in attività. Sgarbi ha saputo intrattenere e incuriosire il pubblico con la sua esposizione brillante, chiara e venata della sua immancabile e sottile ironia. Descrivendo inizialmente le opere d’arte come le “rappresentanti dello spirito del mondo” ha dichiarato. «Gli artisti, così come i poeti, sono i profeti dei grandi cambiamenti del mondo. Ad esempio Giotto ha dato una base all’arte moderna così come Dante ha introdotto la lingua volgare oppure Raffaello ha affrescato a Roma le opere di Piero della Francesca simboleggiando il mondo nuovo che si afferma sull’antico», ha spiegato, per poi fornire una sua peculiare visione del ruolo del restauratore. «Il restauro è un operazione simile ad un intervento chirurgico ed oggigiorno viene definito “Restauro scientifico” ma ritengo che questo aggettivo sia inesatto perché non tiene conto del “diritto alla creatività”. Il restauro dei beni culturali deve basarsi su un insieme di competenze, tecniche e capacità di autonomia, detta appunto “creatività”, e la sensibilità del restauratore deve derivare dalla cultura ed esperienze più importanti della scienza per poter ricreare la bellezza». Infine Sgarbi ha concluso l’incontro esortando i giovani studenti alla collaborazione poiché «le competenze di uno storico dell’arte si completano con quelle del restauratore».
Serena Russo

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