Un caveau di refurtiva in auto: bloccati in A22 e denunciati per ricettazione

Un 34enne di Mantova e una 46enne di Pistoia viaggiavano con oro e gioielli per 300mila euro di valore e altri 70mila eruo in contanti e assegni.

La refurtiva sequestrata dalla Polizia Stradale

MANTOVA Ai poliziotti che li hanno fermati deve essere sembrato di avere fatto un sei al Superenalotto. La Bmw X5 su cui viaggiavano era di fatto un caveau su quattro ruote. Nell’abitacolo in due zainetti c’erano orologi, gioielli e altri preziosi per un valore di oltre 300mila euro, più circa 70mila euro tra contanti e assegni. A trovare questo tesoro nel pomeriggio di venerdì scorso sono stati gli agenti della Polizia Stradale di Trento quando hanno fermato due persone nei pressi di Rovereto lungo l’Autobrennero. Nei guai sono così finiti un 46enne di Montecatini Terme (Pistoia) e un 34enne iraniano residente a Mantova. I due viaggiavano in direzione del Brennero quando sono stati fermati per un controllo. Quando gli agenti li hanno avvicinati, i due hanno subito mostrato segni di nervosismo. Un elemento, questo, che ha suggerito ai poliziotti di verificare che cosa i due avessero a bordo del potente Suv nero; così hanno chiesto loro di mostrare cosa c’era negli zainetti che avevano all’interno dell’abitacolo: una quarantina di orologi di marche tra le più prestigiose e collane, anelli, bracciali, orecchini, diamanti per un valore stimato in oltre 300mila euro. Oltre a quasi 70mila euro tra contanti e assegni. Un’autentica fortuna di certo non piovuta dal cielo. I due però erano in grado di dare solo delle vaghe spiegazioni sulla provenienza di tanta ricchezza. Da quanto dunque appurato dagli agenti nessuno di loro risultava essere un operatore del settore del commercio di preziosi e né il 46enne né il 34enne sapevano dire altro riguardo a ciò che trasportavano, limitandosi a spiegare di essere diretti a Monaco di Baviera per venderli. Altro problema: i due non avevano alcun documento che giustificasse il trasferimento dei beni. Per il trasporto all’estero di contanti oltre la soglia dei 10mila euro serve infatti una dichiarazione doganale, mentre per il trasporto di gioielli è necessaria un’autorizzazione della questura. Nel prosieguo degli accertamenti emergevano inoltre a carico del 46enne dei precedenti per ricettazione. Alla fine i due venivano comunque rilasciati con una denuncia proprio per ricettazione, e tutto quanto era stato trovato nella loro auto veniva sequestrato. I poliziotti trentini, che sospettano che i due possano essere due corrieri di qualche banda di ladri, incaricati di trasferire la refurtiva altrove per rivenderla, stanno ora cercando di risalire alla provenienza di contanti e oggetti preziosi.

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