In 250 a Campo canoa per Vasco Brondi

MANTOVA Tornare a sentire musica live, per chi ama i concerti, è un po’ come tornare a respirare. Vasco Brondi, che ha concluso un anno e mezzo fa il suo progetto musicale e artistico Le luci della centrale elettrica, ha deciso di rimettersi in gioco proprio in questo periodo difficile. E sicuramente la dimensione intima degli eventi in tempo di pandemia è quella che più gli si addice, che gli permette di raccontare, con la sensibilità che gli appartiene, storie incredibili di vita comune ambientate tra Milano 2, l’Africa e la Luna. Un mix di letture di poesie, storie di vita personale e canzoni creano uno spettacolo che è quasi come una medicina, placa ogni dolore e tranquillizza allo stesso tempo. Una scaletta che ha attinto perlopiù dagli ultimi due dischi, regalando perle di rara bellezza, come “Punk sentimentale”, “Le ragazze stanno bene” e “Chakra”. “Forse si trattava di accettare la vita come una festa / Come ha visto in certi posti dell’Africa / Forse si tratta di affrontare quello che verrà /Come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà”, pensieri felici per momenti difficili, occasioni uniche di trovarsi “distanziati e attenti, ma insieme”.